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Monte Rysy. Escursione sul tetto dei Monti Tatra

Il Monte Rysy è una delle mete più ambite per gli escursionisti sui Monti Tatra. Si tratta della cima più alta in Polonia e la salita richiede una certa preparazione fisica oltre a una certa esperienza escursionistica alle spalle.

Ti piace la montagna? Magari vorresti seguire il mio stesso percorso? Allora mettiti comodo perché sto per raccontarti la mia escursione passo dopo passo.

Programmare l’escursione sul Monte Rysy

Per salire sul Monte Rysy avevamo pensato inizialmente al versante polacco, quello più difficile per la lunga via con le catene e le pendenze maggiori.

Trattandosi però del sentiero più trafficato e dato che avremmo dovuto affrontare gli otto chilometri di processione con turisti della domenica diretti verso Morskie Oko, abbiamo optato per il meno impegnativo versante slovacco.

Sebbene si tratti di una cima meno popolare rispetto al Kriváň, la montagna simbolo della Slovacchia, mi aspetto comunque un notevole flusso turistico di polacchi alla ricerca di sentieri meno affollato. In effetti la lingua polacca fra gli escursionisti è sentita molto di frequente.

Non che sia proprio una passeggiata, secondo la classificazione CAI entrambi i versanti possono trovarsi nella categoria EE come sentiero attrezzato indicato per escursionisti esperti. Anche la durata è simile con un’ascensione di circa 1.300 metri da percorrere in poco più di quattro ore e mezza.

I muscoli delle gambe sono tonici, nei due giorni precedenti siamo saliti sul Giewont, sul Kondracka Kopa e a Dolina Pięciu Stawów per testare il nostro stato di forma. Abbiamo sicuramente esagerato mettendo a rischio i nostri piani, tuttavia stiamo bene e siamo sicuri che non avremo difficoltà.

Partenza per Popradské Pleso

Usciamo la mattina alle sei da Zakopane e dopo un’ora e mezza raggiungiamo il parcheggio di Popradské Pleso, zastavka in Slovacchia. Lasciamo la macchina pagando 6 euro per tutto il giorno. Sono le 7.30 del mattino ma già entrambi i lati della strada sono pieni e le targhe polacche non mancano di certo.

Guardiamo in alto, il Monte Rysy è lì che ci aspetta.

Dato che durante la prima ora di cammino avremmo affrontato un lungo tratto di strada asfaltata, decidiamo di affrontarlo con delle comode scarpe da tennis e di appendere gli scarponi agli zaini. Alla fine si rivelerà un’ottima scelta.

Arriviamo all’inizio del sentiero blu. A differenza del versante polacco, non si paga l’ingresso nel parco ma è anche vero che sia il parcheggio che le località attraversate per arrivare sono già all’interno del Tatranský Národný Park, ovvero il nome slovacco del Parco Nazionale dei Monti Tatra.

Presto sarà disponibile la mia guida sui Monti Tatra. Segui la mia pagina facebook per rimanere aggiornato.

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