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Parco Nazionale di Białowieża. Cosa vedere

La Foresta di Białowieża è un luogo ancora incontaminato dove la natura trova il suo equilibrio e si rigenera senza l’ingerenza antropica. L’ultima testimonianza della foresta che, un tempo, ricopriva l’intera Europa. Una foresta minacciata dall’avidità umana che dovrebbe trovarsi interamente all’interno del parco nazionale per garantirne la sua tutela.

In questo articolo racconto la Foresta di Białowieża, la sua fauna e la sua flora dopo averla visitata più volte e aver studiato a fondo la sua storia.

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Dove si trova il Parco Nazionale di Białowieża

Puszcza Białowieska o belavezhskaya pushcha in bielorusso è l’ultimo baluardo dell’antica foresta europea divisa fra Polonia e Bielorussia. Si tratta di un lembo di terra di circa 105 km2 (almeno in territorio polacco) ma il suo significato storico e ambientale è unico al mondo. Istituito come riserva nel 1921, è il secondo parco a essere instaurato in Polonia nel 1932 dopo quello di Pieniny. Dal 1979 è nella lista delle Riserve della Biosfera e dei Patrimoni Culturali dell’UNESCO.

Bisogna dire che la Foresta di Białowieża è ben più estesa del parco, infatti, il parco nazionale occupa solo il 17% del territorio e la sua estensione è da anni oggetto di diatriba politica. Si estende a Nord dell’omonimo paese di Białowieża, piccola località immersa nella foresta dove si trova la sede direzionale del parco. È meta continua di turisti, sia polacchi che stranieri, soprattutto nel periodo estivo quando le temperature sono miti e si può godere maggiormente della rigogliosità della natura.

Il bisonte, principe di Białowieża

Bisonte al Parco Nazionale di Białowieża

La principale attrazione del parco è la sua fauna. La foresta è conosciuta al mondo per la presenza del bisonte (Bison bonasus) allo stato selvaggio dove vivono circa 750 esemplari. I primi tentativi di tutela risalgono al 1426, quando Sigismondo I di Polonia proibì la caccia dei bisonti. La pena era la condanna a morte. Durante il dominio zarista nel territorio ci fu un’alternanza fra istituzioni di riserve di caccia e protezione assoluta della foresta. Le attività antropiche comportarono una continua variazione del loro numero fino quasi a portarli all’estinzione.

Lo stesso destino incontrarono anche di lupi, linci, cervi e tante altre specie viventi nella foresta. Durante la seconda guerra mondiale, il territorio fu seriamente danneggiato in quanto spesso rifugio per i partigiani. Non sempre è possibile vederli allo stato selvaggio, si muovono in branco e ci sono periodi dell’anno, come in inverno, in cui ci sono maggiori possibilità di vederli soprattutto all’alba e all’imbrunire. Ci sono alcune aree attrezzate per dar loro da mangiare, ma essendo spazi aperti ed essendo loro in movimento, per avvistarli è necessario avere fortuna e pazienza.

Durante il dominio della dinastia dei Romanov, in particolare durante quello di Paolo I, i bisonti furono progressivamente sterminati, mentre, durante quello di Alessandro I, si è deciso di creare una riserva e di ripopolarli. Per questo sono stati acquistati alcuni esemplari da vari giardini zoologici come quello di Pszczyna nel Voivodato della Slesia, il cui inserimento ha contribuito al suo ripopolamento. Oltre al bisonte, sono presenti branchi di lupi sparsi in tre zone diverse della foresta. A questi si aggiungono alci, cervi, caprioli, cinghiali e diverse specie di uccelli.

Hajnówka

Chiesa a Hajnówka

La località più grande nelle prossimità del parco. Immediatamente adiacente alla foresta, è una tappa obbligata per l’arrivo a Białowieża. Fra le curiosità da vedere, spicca la chiesa della SS. Trinità, una cattedrale ortodossa (circa i 2/3 degli abitanti della zona sono di religione ortodossa) non lontano dalla stazione ferroviaria. Lo stile mescola il classico al moderno, le tipiche cupole delle chiese ortodosse sono contornate da tetti irregolari in stile contemporaneo.

Nel centro della città si trova un monumento raffigurante un bisonte, definito sulla targa sottostante “l’imperatore della foresta”. Adiacente alla piazza principale, sulla ul. 3-go Maja n. 42, si trova anche il museo della cultura bielorussa (Muzeum i Ośrodek Kultury Białoruskiej). Al suo interno, pagando un biglietto d’ingresso, si può visitare una mostra etnografica con foto, strumenti usati nell’agricoltura e costumi della tradizione bielorussa.

Białowieża

Ingresso al Parco Nazionale di Białowieża.

È il centro nevralgico del parco. Si tratta di un piccolo paese di circa tremila abitanti che vive in funzione della foresta. Il numero degli abitanti aumenta in maniera esponenziale soprattutto nella stagione calda dove masse di turisti arrivano da tutta la Polonia.

Il suo nome, in polacco vuol dire Torre Bianca, probabilmente riferito a un edificio in legno con una torre in netto contrasto con il verde del parco, ma non si esclude che provenga addirittura dal jatvingico bialo wiesu (conosciuta anche come sudovico, lingua baltica ormai in disuso) che vorrebbe dire paese sui terreni umidi. Il paese si è formato in seguito all’unione di villaggi come Centura, Krzyze, Tropinka, Stoczek, Wojciechowska e Zastawa.

Białowieża è molto vicina al confine con la Bielorussia. Da pochi anni è stato aperto un nuovo valico pedonale e ciclabile distante soli 4 km in direzione di Grudki. In alcuni punti, il confine dista giusto alcune centinaia di metri, per questo è bene fornirsi di una mappa quando si va in foresta. Se si sconfina anche di poche centinaia di metri si rischiano guai seri.

Le case hanno quasi tutte uno stile tipico della zona (i blocchi del socialismo sono pochissimi, isolati e in periferia, mai troppo alti), molte sono costruite in legno e con tetti spioventi. Diversi edifici sono stati adibiti dai privati per uso turistico e con prezzi variabili in funzione degli standard e della stagione.

Il portale in legno indicante l’ingresso nel parco del Palazzo si trova all’inizio della ul. Waszkiewicza. Prima di oltrepassarlo vale però la pena visitare una piccola cappella all’inizio della ul. Tropinka e, soprattutto, la chiesa ortodossa di San Nicola (Cerkiew pw. św. Mikołaja) a destra dell’ingresso del parco. Questa chiesa è stata costruita intorno al 1895 ed era considerata parte del palazzo dello Zar Alessandro III. All’ingresso della chiesa, erge un monumento dedicato ai caduti per la libertà e per il socialismo.

Parco del Palazzo (2 ore)

Maniera del Governatore Grodziński

Il parco nel cuore di Białowieża potrebbe essere ancor più bello di quanto non sia già adesso. Fino agli anni ’60, sorgeva il palazzo abitato prima dai Re di Polonia e poi dagli Zar di Russia. Durante la seconda guerra mondiale, subì dei danni ma non tali da deturparlo irrimediabilmente. Tuttavia, anziché ristrutturarlo, in pieno periodo socialista è stato deciso di abbatterlo per ricostruire al suo posto un anonimo blocco in pieno stile brutale. La scusa è stata di tipo architettonico con la cubatura non adeguata alle caratteristiche del parco. La realtà invece è che si è voluto abbattere un simbolo del capitalismo.

Adesso, la direzione del parco (che ha la sua sede proprio nel palazzo), ha decisamente abbellito la struttura creando un moderno e interattivo museo. È possibile accedere a una mostra temporanea con varie mostre fotografiche, oppure a quella permanente dove però si può accedere dopo aver pagato un biglietto e ricevute le cuffie con la guida al museo (non c’è l’italiano).

All’interno della mostra permanente si potranno vedere ricostruzioni della fauna e della flora del parco. Si vedranno bisonti, alci, cinghiali, lupo, insetti e varie forme vegetative. Il sottofondo delle “voci della foresta” accompagna continuamente i turisti nel viaggio virtuale. Sempre nel museo, ci sono diversi monitor touch-screen con informazioni sulla fauna, sulla flora e sulla storia del parco in lingua polacca, inglese e tedesca.

Muniti dello stesso biglietto, si potrà salire sulla torre del palazzo (o in ascensore a piedi, sono 2 piani), da dove si può ammirare un bel panorama lungo il parco. Uscendo dalla direzione, proseguendo a destra, si potrà visitare il Maniero del Governatore Grodzki (Dworek Gubernatora Grodzieńskiego in polacco), l’edificio più antico del parco, risalente al 1845.

Nella parte sinistra, in direzione dei laghetti, si trova il Centro di Educazione Naturalistica del Parco Nazionale di Białowieża (Ośrodek Edukacji Przyrodniczej Białowieskiego Parku Narodowego). Sempre più avanti, si passerà davanti un obelisco (proprio sulla riva del lago circostante). Si tratta del monumento più antico di Białowieża, datato 1792, in commemorazione del Re Augusto III.

Riserva Stretta (3 ore)

Ingresso alla riserva stretta

La visita guidata può essere richiesta nell’ufficio opposto alla biglietteria del museo (anche in lingua italiana) oppure presso una delle tante agenzie turistiche di Białowieża. Parte dallo stesso museo, si arriverà al portale d’ingresso dove è chiaramente scritto, anche in lingua italiana, che l’ingresso è consentito solo se accompagnati da una guida turistica (i controlli all’interno sono frequenti).

Una volta entrati, si passeggerà all’interno del parco per circa 3 ore in un vero paradiso naturale. Ciò che ha di particolare la riserva stretta è la pressoché nulla ingerenza da parte dell’uomo: qui la natura segue il suo corso naturale, gli alberi crescono, cadono e si rigenerano da soli.

Durante il percorso, si vedranno diversi alberi caduti anche da decenni e che rimarranno sempre lì seguendo il ciclo biologico. Gli unici interventi sono stati una strada (ovviamente non asfaltata) e un ponticello in legno che si attraverserà alla fine del percorso in un punto particolarmente paludoso. Si vedranno alberi secolari, funghi, uccelli e animali selvatici. Se si ha fortuna, si potranno incontrare cinghiali, volpi, lupi e, in casi sporadici, anche i bisonti. Ogni tanto vale la pena fermarsi e “ascoltare” la foresta, si avrà il piacere di sentire il cinguettio di diversi uccelli.

Museo all’aperto – Skansen (20 minuti)

Skansen di Białowieża

Sorge nel luogo dove, prima della seconda guerra mondiale, sorgeva il villaggio di Kropiwnik. Tutto il recinto è in legno, presenta due uscite dove si noteranno scritte sia in polacco che in bielorusso.

Partendo dalla seconda uscita del parco, all’altezza dell’ex rifugio PTTK, seguendo la pista blu in direzione di Pogorzelce, sulla destra si arriverà al museo all’aperto (skansen in polacco). Entrando saltano subito all’occhio due case in legno tipiche del territorio di Biała risalente alla fine dell’800, mentre a sinistra si vedono due grossi mulini a vento risalenti agli anni ’30, installati fra il 1978 e il 1998, una sauna, e altri edifici in legno. In fondo si noterà la piccola cappella ortodossa di S. Aleksander Nevskij, di epoca recente, anch’essa interamente costruita in legno.

Białowieża Towarowa (20 minuti)

Stazione di Białowieża Towarowa

Si tratta di una delle due vecchie stazioni ferroviarie di Białowieża, chiusa dagli anni ’90. Una volta, la linea ferroviaria veniva utilizzata soprattutto per il trasporto di legname e di cloro. A Białowieża si trovavano due stazioni, Białowieża Pałac, non lontano dal Parco del Palazzo, e Białowieża Towarowa costruita nel 1903 a meno di un km dal confine bielorusso.

Per raggiungere Białowieża Towarowa, occorre superare il fiume e seguire inizialmente la pista blu e poi passare a quella rossa. La stazione, interamente in legno e in stato di abbandono, è stata completamente ristrutturata e al suo posto sorge adesso un ristorante, anche di una certa eleganza.

Tutto attorno si è creato un vero e proprio museo ferroviario, con una piccola locomotiva, il tabellone della stazione ancora intatto e altri pezzi di antiquariato ferroviario recuperato e rimesso a nuovo, anche con un certo buon gusto.

Fra le varie attrazioni, si organizzano delle gite in draisina ferroviaria a mano fino al centro di Białowieża e ritorno. Naturalmente sono i passeggeri a doverla spingere manualmente. Uscendo dalla stazione e proseguendo sulla strada verso destra, si tornerà a Białowieża e si passerà davanti l’unica chiesa cattolica del paese.

Budy (20 minuti)

Budy

Piccola località fra Hajnówka e Białowieża. Di interessante si può trovare un museo all’aperto con le ricostruzioni di alcuni edifici in legno dei secoli scorsi. Il museo è di proprietà privata ed è adiacente a un ristorante e ad alcune case in affitto.

Żebra Żubra e Riserva dei Bisonti (1 ora)

Żebra Żubra


Partendo dal museo all’aperto, subito dopo l’inizio della foresta, si gira a sinistra e si potrà cominciare la passeggiata su Żebra Żubra. Il percorso va affrontato solo a piedi in quanto buona parte di essi si trova su tavole e ponticelli in legno, per cui non è concesso l’accesso in bicicletta.

La passerella in legno è necessaria per preservare la natura sottostante. Oltretutto camminare su un terreno in molti tratti paludoso sarebbe alquanto complicato. Si consiglia di tenere gli occhi aperti quando si cammina sui ponticelli, a volte capita che le tavole siano rotte oppure manchino completamente. Pur essendo il personale del parco molto efficiente può capitare che non sia intervenuto ancora per la riparazione.

Il percorso è ricco di illustrazioni in polacco e in inglese sulla flora del posto. Dopo 5,5 km immersi nella fittissima foresta si giunge alla riserva. All’interno si troveranno, subito sulla destra, i tarpań (Equus gmelini), ovvero i cavalli polacchi, piccoli equini sul grigio estintosi allo stato selvaggio già alla fine del XIX secolo.

Subito dopo, si passerà dalla gabbia della lince, successivamente a quella degli antilopi, dei lupi, dei cinghiali, dell’unica alce della riserva e dei caprioli. Ma soprattutto, al centro, c’è il bisonte. Sono presente anche due esemplari di Zubroń, ovvero un incrocio fra una mucca e un bisonte.

Per ritornare a Białowieża, occorre percorrere la pista gialla Drzewa Puszczy lunga circa 3 km. Sul percorso si incontrerà una croce ortodossa (non esattamente sulla pista, ma a poche decine di metri nel bosco, comunque si troverà l’indicazione), installata in memoria della pestilenza che ha colpito la città e che ha comportato la sua completa distruzione nel XVIII secolo, per poi ricostruirla.

Non si sa se la croce è stata messa dove prima c’era una chiesa ortodossa o se rappresenta l’estremità della vecchia città. Il percorso termina sulla strada principale dove, subito a sinistra, si trova una grossa roccia rappresentate il centro geometrico della foresta di Białowieża.

Miejsce Mocy (30 minuti)

Miejsce Mocy

Su questo piccolo lembo di foresta si dice che, dal terreno, arrivino delle energie positive. I più sensibili dovrebbero percepire un certo rilassamento o delle sensazioni di vertigini. Il posto presenta solo una torretta da dov’è possibile vedere Miejsce Mocy dall’alto. Attorno ci sono delle rocce affioranti alquanto rare in questo territorio. Probabilmente si tratta di residui di frane sottomarine nel passato geologico di Białowieża. Sia queste che quelle sotto terra sono disposte in una posizione particolare a testimonianza dell’aspetto “mistico” del posto.

Per raggiungerlo da Białowieża, una volta presa la strada n. 689 per Hajnówka, dopo 2 km si troverà l’indicazione per girare a sinistra. Dopo si dovranno percorrere 3,8 km di strada non asfaltata. Si consiglia di andarci in bicicletta. La strada è piena di buche, per cui se si va in macchina è bene procedere assai lentamente. Alla fine si giungerà a un parcheggio e si potrà proseguire solo a piedi o in bici (si noterà il divieto di accesso alle automobili). Superati i binari, girare a destra per la pista nera e seguirla per circa 1 km, dopo si vedranno le indicazioni per Miejsce Mocy.

Vecchia Białowieża (30 minuti)

Vecchia Białowieża

Luogo di particolare interesse naturalistico e storico. Di particolare ci sono le enormi querce con un’età compresa fra i 250 e i 450 anni. Ognuna di essere è dedicata a un Re polacco o a un principe lituano purché legato, in qualche modo, a Białowieża. Fra questi ne spicca una dedicata a Bona Sforza.

Per raggiungere il posto, occorre seguire la pista blu che porta allo Skansen e poi a Pogorzelce. All’incrocio per Narewka c’è un parcheggio. A questo punto seguire i vecchi binari fino ad arrivare in uno spiazzale da cui comincia la passeggiata che durerà circa 20 minuti. Prima di entrare, è necessario pagare un biglietto.

Tutto il percorso è su una passerella in legno: accanto a ogni quercia, si potranno leggere delle targhe con descrizioni in lingua inglese e polacca. Si chiama Stara Białowieża (vecchia Białowieża) perché si suppone che in quel punto, fino a circa 200 anni fa, doveva sorgere un parco.

Le enormi dimensioni delle querce fanno pensare a grandi spazi e, quindi, a maggiori nutrienti a disposizioni di ogni singolo albero così come avviene nei parchi comunali. Ciò però contrasterebbe con l’ipotesi che la vecchia città sorgesse nei pressi dalla croce posizionata lungo Żebra Żubra.

Carska Tropina e Riserva dei Bisonti (2 ore)

Piccola area fra Białowieża e Narewka, alquanto selvaggia e per questo da visitare. Fino al 1996, non faceva parte del Parco Nazionale, per questo solo recentemente è stata ben attrezzata per il flusso turistico. Partendo dal parcheggio che incrocia la pista verde (wilczy szlak, ovvero pista dei lupi) e nera, si consiglia di prendere il percorso nero. Si camminerà lungo la foresta selvaggia fino ad arrivare sulle rive del fiume Narewka. Seguendo le indicazioni per la torre panoramica (wieża widokowa in polacco), si arriverà a una torretta in legno a 3 piani.

Salendo si avrà modo di vedere dall’alto il fiume Narewka, interamente coperto dalla vegetazione, lo sfondo della foresta e una piccola struttura in legno dove i bisonti ricevono da mangiare. Occorre fare attenzione salendo sulla torre perché non può ospitare più di 5 persone. Tornando indietro di 100 metri, si potrà riprendere il percorso per Kasy Most.

La passeggiata è di soli 700 m, ma se si è fortunati, si potranno fare incontri con la fauna caratteristica del luogo (inclusi bisonti e alci). Arrivando sulla pista verde, occorre girare a destra e superare il Kasy Most, ovvero un piccolo ponte in muratura sul Narewka. Subito dopo, girare a sinistra in direzione di Ostoja Zubrów, ovvero la riserva dei bisonti.

Durante il breve tragitto, si potrà vedere chiaramente l’attività dei castori (bubry in polacco), soprattutto per gli alberi palesemente intaccati alla base. Per questo alcuni degli alberi sono stati protetti con delle reti metalliche. A fine percorso, dopo poche centinaia di metri, si arriverà a una recinzione in legno. Sullo sfondo, si vedranno delle strutture in legno dove i bisonti vengono nutriti.

Secondo le guide turistiche, i momenti migliori per vederli sono all’alba e all’imbrunire. Ovviamente non sempre è possibile vederli, è tutta questione di fortuna. Per raggiungere il posto da Białowieża ci sono due soluzioni: si può seguire la pista blu per Stara Białowieża e poi girare per Narewka a destra. Da lì si dovranno percorrere circa 10 km di strada non asfaltata e pienissima di buche che metteranno a dura prova le sospensioni della propria macchina. Alla fine si girerà a destra, quindi in senso opposto all’unico cartello che indica 2,5 km per Narewka.

La seconda soluzione è più lunga ma più sicura per chi va in macchina: arrivando da Hajnówka, si proseguirà per la strada n. 685 passando da Dubiny, Nowosady per poi girare, una volta giunti a Narewka, a destra alla volta di Janowo. Da lì la strada non asfaltata sarà di soli 3,5 km, comunque anch’essi da percorrere a velocità decisamente ridotta.

Stare Masiewo (3 ore)

Trenino a Stare Masiewo

Piccola località a Nord del Parco, a poche centinaia di metri dalla Bielorussia. Girando a destra per Zamosze, dopo 800 m c’è un parcheggio attrezzato, da lì si può entrare nel parco nell’area protetta (Obręb Ochrony Hwożna).

Percorrendo la pista rossa e verde su un sentiero sterrato, si arriva a Głuszec, un piccolo museo all’aperto nel bel mezzo della foresta dedicato alla storia ferroviaria della zona. Oltre alla ricostruzione in legno di una stazione, ci sono alcuni treni utillizati fino agli anni ‘60 sui resta di binari a scartamento ridotto, ormai completamente avvolti dalla vegetazione.

Da quel punto, si può proseguire, a destra, sulla pista verde lungo la riserva fino a Carska Tropina, oppure a sinistra sulla rossa, fino a un punto di alimentazione per i bisonti nel periodo invernale, fino a tornare a Stare Masiewo. Bisogna fare attenzione a seguire attentamente il percorso, in quanto è adiacente al confine bielorusso.

Protezione del parco di Białowieża

Da anni si parla dell’estensione del Parco Nazionale di Białowieża a tutto il territorio della foresta ma le resistenze della politica locale e nazionale sono una barriera al momento difficile da sormontare.

La particolare resistenza della foresta e la capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici consente comunque una certa facilità di rigenerazione nel corso del tempo. Anche negli ultimi anni in cui le precipitazioni sono diminuite la foresta ha continuato a rigenerarsi mantenendo la sua biodiversità.

Perché la foresta non è interamente protetta?

Come già accennato nell’articolo sull’istituzione di nuovi parchi nazionali in Polonia, le autorità locali hanno un sostanziale diritto di veto sulla protezione delle aree nei propri comuni. In pratica, se il governo volesse creare un parco nazionale in un dato territorio e il sindaco di un piccolo villaggio all’interno di quell’area fosse contrario, allora quel parere è vincolante.

Le motivazioni sono solitamente legate alla mancanza di lavoro, all’emigrazione e alla povertà, quindi alla perdita della possibilità di sfruttamento del territorio per fini commerciali. È vero che si tratta spesso di piccole località, tuttavia almeno quelle a Nord della foresta sono sostanzialmente tagliate fuori dal circuito turistico intorno al parco. Non per nulla anche in periodi di alta stagione, quelle aree sono poco frequentate.

Anche Białowieża è un piccolo villaggio ma grazie però al turismo attorno al parco si è creata un’industria su cui si basa l’economia locale. Basti pensare agli hotel, agli agriturismi, ai ristoranti, al personale del parco e alla notorietà del luogo a livello nazionale e internazionale. Un continuo flusso di turisti per buona parte dell’anno è una garanzia di lavoro e di sostentamento per la popolazione.

Certo il flusso turistico va controllato, Białowieża a fatica sopporta il turismo di massa in alta stagione e soprattutto una eccessiva presenza turistica è un notevole stress per la foresta. È proprio grazie a una corretta forma di protezione che la foresta può essere salvaguardata consentendo nel contempo alla popolazione locale uno sfruttamento sostenibile per fini turistici. Il nuovo governo guidato da Donald Tusk ha garantito l’estensione territoriale dei parchi nazionali in Polonia e quello di Białowieża pare sia fra quelli inclusi nel programma.

Il caso dei tarli

Questo argomento è stato spesso dibattuto negli ultimi anni. Secondo il governo, dato che ci sono i tarli occorre salvare questa povera foresta….tagliando e portando via tutto. Dubito nell’ignoranza ma credo più nella malafede. La foresta di Białowieża esiste da secoli e si rigenera continuamente grazie alla mancanza d’ingerenza dell’uomo. In una foresta, i tarli uccidono un albero e da questi nasce nuova vita, crescono nuove piante e trovano casa varie specie d’insetti. Si chiama ciclo biologico.

Portare via gli alberi attaccati dai tarli significa interferire nel ciclo biologico eliminando la fonte di generazione di nuova vita. L’ingerenza umana è ben più dannosa dei tarli. Il motivo è semplice, si è trovata la scusa dei tarli per l’utilizzo del legno per fini commerciali. Basti vedere l’atteggiamento delle autorità bielorusse che, almeno in questo caso, vanno prese come esempio. Loro sostengono che i tarli ci sono sempre stati e che devono esserci, punto. È un concetto di una chiarezza lapidea.

Sfruttamento del legname

Partiamo da un concetto di base, il legno lo utilizziamo tutti. Io ho stesso che scrivo questo articolo conosco bene il settore avendoci lavorato per anni. Industria del mobile, del parquet e dell’oggettistica, prodotti per esterni come panchine, gazebo, recinzioni, pavimentazioni. Intere case vengono costruite in legno e con trattamenti come l’accoya può essere utilizzato anche per le costruzioni. Il legno è una risorsa ecologica, rinnovabile e riutilizzabile e ne siamo tutti circondati, sostenere di rinunciare al legno sarebbe del tutto ipocrita.

Occorre considerare che il mercato polacco del mobile è il terzo in Europa nonché sesto del mondo e che la gran parte della produzione è destinata all’esportazione. Credo che nessuno abbia intenzione di fermare questa industria. Ciò non toglie che per questa industria è necessario uno sfruttamento delle risorse sostenibile nel rispetto della natura e della biodiversità evitandone un consumo scriteriato.

La particolarità della foresta di Białowieża è proprio la mancanza d’ingerenza umana. Da sempre alberi, piante e animali nascono, muoiono e diventano fonte di vita per nuove specie a prescindere dai tarli. Gran parte delle foreste polacche sono già gestite dalla forestale e il legname viene sfruttato a fini industriali. Ci sono parti del territorio che necessitano protezione e non sfruttamento, Białowieża è uno di questi.

La testimonianza di Łukasz Supergan

Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento, nel luglio del 2020 un ragazzo di nome Łukasz Supergan, attivista di Greenpeace Polska, ha percorso a piedi tutti i 180 km di quello che dovrebbe essere il confine del parco nazionale di Białowieża in caso di estensione al 100% del suo territorio.

Il suo viaggio gli ha permesso di raccontare sia la biodiversità che l’equilibrio naturale in un luogo unico ma soprattutto di quanto sia importante una maggiore forma di protezione per la salvaguardia della foresta. Durante il suo percorso ha attraversato sentieri e paludi, visto alberi centenari e avuto modo di confrontarsi con le realtà locali.

Nel corso dei suoi colloqui si è evidenziato come siano più che altro alcuni interessi economici a ostacolare l’estensione del parco al cospetto di un’opinione pubblica locale sostanzialmente neutrale sull’argomento.

Soluzioni

Un importante passo sarebbe quello di eliminare il veto della politica locale per l’apertura di nuovi parchi nazionali o per l’estensione di quelli esistenti. Questo è il motivo per cui dal 2001 in Polonia non si aprono nuovi parchi nazionali. Fatto questo, la Foresta di Białowieża deve essere interamente dichiarata Parco Nazionale. Qualsiasi vero patriota polacco dovrebbe avere questo concetto a cuore.

Le foreste devono rinnovarsi ed estendersi, gli alberi più vecchi non vanno tagliati ma protetti così come quelli all’interno dei parchi, nelle riserve naturali e nelle aree della rete di Natura 2000. Soprattutto, le autorità polacche dovrebbero avere più a cuore il futuro di un patrimonio polacco e dell’umanità come la foresta di Białowieża.

Come raggiungere Białowieża

Białowieża si trova nel voivodato della Podlachia (woj. Podlaskie), il cui capoluogo è Białystok, che dista solo 60 km dal parco.a Varsavia ci vogliono circa 2 ore in macchina, occorre percorrere la superstrada S8 fino a Zambrów. Poi proseguire per la statale 66 passando da Bielsk Podlaski. L’arrivo a Białowieża è vincolato dal passaggio per Hajnówka. Da lì occorre seguire la strada n. 689, passando prima nei dintorni della chiesa ortodossa e poi per il centro. Da Hajnówka a Białowieża ci sono circa 17 km.

In treno sono presenti collegamenti diretti che da Varsavia portano ad Hajnówka in circa due ore e mezza. Da lì si può raggiungere Białowieża in autobus o in taxi.

In autobus da Varsavia c’è solo un collegamento quotidiano (escluso Natale, Capodanno e primo giorno di Pasqua) alle 14:50, mentre da Białystok i collegamenti solo leggermente più frequenti. A Hajnówka si può anche arrivare in treno, mentre a Białowieża la linea ferroviaria non è più attiva. Da Varsavia non ci sono collegamenti diretti, occorre cambiare a Siedlce o a Czeremcha e il viaggio dura come minimo 3 ore e 26 minuti.

La militarizzazione del confine: dati verificati e impatti documentati

La barriera di confine: caratteristiche e tempistiche

La barriera di confine tra Polonia e Bielorussia è stata completata nel giugno 2022 ed estende per 186 chilometri, di cui 53,4 km attraversano la Foresta di Białowieża. La struttura raggiunge 5,5 metri di altezza, è composta da pannelli metallici sormontati da filo spinato elicoidale (concertina), telecamere e sensori di movimento. Il costo complessivo dell’infrastruttura ha superato il miliardo di euro secondo Balkan Insight (dicembre 2024).

La costruzione è stata autorizzata con una legge speciale approvata nel novembre 2021 che ha esentato il progetto dalle valutazioni di impatto ambientale richieste dalla Direttiva Habitat dell’UE, nonostante l’attraversamento di sette siti Natura 2000, come documentato da FERN (aprile 2022).

Il progetto East Shield (2024-2028)

Nel maggio 2024, il governo polacco guidato dal Primo Ministro Donald Tusk ha annunciato il progetto “East Shield” (Tarcza Wschód), un programma di difesa nazionale con budget di 10 miliardi di złoty polacchi (circa 2,55 miliardi di dollari) per il periodo 2024-2028. Il progetto prevede il rafforzamento delle infrastrutture di sicurezza lungo i 700 chilometri di confine con Bielorussia e l’exclave russa di Kaliningrad, come riportato dal sito ufficiale East Shield.

L’UNESCO ha espresso “estrema preoccupazione” riguardo all’implementazione del progetto East Shield nella proprietà del Patrimonio Mondiale, come documentato nel rapporto sullo stato di conservazione 2025, notando che l’infrastruttura di confine esacerba la frammentazione ecologica.

Impatto sulla fauna: studi scientifici del 2024-2025

Uno studio pubblicato nel luglio 2024 dal Mammal Research Institute dell’Accademia Polacca delle Scienze e dalla Stazione Geobotanica di Białowieża ha documentato gli effetti della militarizzazione attraverso fototrappole, transetti e registrazioni acustiche condotte tra settembre 2023 e marzo 2024. La ricerca, presentata al 7° Congresso Europeo di Biologia della Conservazione, ha rilevato che lupi e mesocarnivori evitano attivamente la zona di confine, mentre volpi rosse e carnivori domestici sono attratti dagli avamposti militari.

L’inquinamento acustico antropogenico penetra 100-250 metri nella foresta, influenzando le comunità di uccelli. Le temperature più elevate ai margini favoriscono specie vegetali invasive e termofile. Il monitoraggio su neve ha rilevato che piccoli mammiferi e mesocarnivori possono attraversare le barriere, ma specie di grandi dimensioni come il bisonte affrontano restrizioni significative al movimento, come riportato da Science in Poland (settembre 2024).

Uno studio pubblicato su Biological Conservation nel luglio 2025 ha documentato 0,69-2,67 vertebrati uccisi per chilometro di strada forestale e 28 alberi danneggiati a margine delle strade utilizzate per il trasporto dei materiali da costruzione durante e dopo la costruzione della barriera nel 2022-2023.

Minaccia critica per la popolazione di lince

La barriera rappresenta una minaccia esistenziale per la popolazione di linci di Białowieża. Secondo ricercatori interpellati da Tom Diserens (gennaio 2024), le 10-15 linci che abitano il lato polacco della foresta sono ora “isolate come se vivessero su un’isola”. Senza nuovi individui provenienti dalla Bielorussia, il rischio di consanguineità è elevato, insieme alle minacce derivanti da eventi casuali come malattie e bracconaggio.

La popolazione di linci di Białowieża presenta già la variazione genetica più bassa tra tutte le popolazioni di lince eurasiatica al mondo. Finché i varchi per la fauna selvatica rimarranno chiusi, la popolazione richiederà una gestione intensiva simile a quella dei grandi predatori nei parchi del Sudafrica, con spostamenti regolari di individui tra aree protette per prevenire la consanguineità.

Impatto sui bisonti europei

Il lato polacco della Foresta di Białowieża ospita oltre 800 bisonti europei (Bison bonasus) secondo i dati del 2024, rappresentando circa il 25% della popolazione mondiale e oltre il 30% degli animali in libertà, come indicato dall’UNESCO. Prima della costruzione del muro, i bisonti si muovevano liberamente attraverso il confine. Riprese video fornite dalla Guardia di Frontiera polacca dimostrano che nel 2014 un branco di cinghiali attraversava il confine senza impedimenti, mentre nel 2022 caprioli e lupi venivano fermati dalla barriera.

Rapporti della fondazione Niech Żyją (“Concertina zabija”, gennaio 2024) documentano diversi casi di animali morti o feriti nel filo spinato concertina. Non esiste un registro ufficiale di questi incidenti e, in assenza di un’organizzazione dedicata al soccorso, gli animali vengono talvolta assistiti da guardie forestali e ricercatori dell’Istituto di Biologia dei Mammiferi.

Questioni idrologiche e specie invasive

L’UNESCO ha sollecitato “l’urgente implementazione di misure tecniche per affrontare gli impatti localizzati sull’idrologia”, includendo l’aggiunta di più e più grandi tombini sotto le fondamenta del muro e la strada di servizio adiacente per consentire il ripristino dei flussi idrici naturali di picco. Uno studio commissionato nel 2024 dall’Istituto di Protezione Ambientale polacco afferma chiaramente che “la barriera di confine ha un impatto significativo sull’ecosistema e può contribuire al deterioramento del valore naturale della proprietà”.

Il monitoraggio condotto dalla Stazione Geobotanica di Białowieża dal settembre 2023 ha registrato specie invasive come balsamina, verga d’oro e cespica lungo il confine. Temperature più elevate ai margini della foresta, causate dall’apertura della copertura arborea, favoriscono la crescita di queste specie termofile e invasive.

Impatto sociale e turismo

Uno studio pubblicato su Ambio nel dicembre 2024 ha intervistato 100 residenti della comunità di confine, rivelando che la maggior parte aveva una visione negativa delle misure di sicurezza imposte. I rispondenti si sentivano scoraggiati dal visitare la foresta principalmente a causa della presenza di servizi in uniforme e del peggioramento delle condizioni delle strade forestali causato da macchinari pesanti e traffico. I nuovi arrivati hanno riportato impatti negativi sulla loro salute e benessere.

Gran parte della regione di Podlaskie vicino al confine bielorusso è diventata una zona militare de facto, con una presenza massiccia di soldati e veicoli militari. National Geographic (febbraio 2022) ha riportato che molte città di confine polacche sono aperte solo ai cittadini e i viaggi sono severamente limitati; turisti, operatori umanitari, giornalisti e chiunque non viva o lavori permanentemente nell’area generalmente non può visitare o attraversare. Hotel e locande hanno chiuso. Ricercatori che cercano di lavorare nella foresta sono stati avvicinati da soldati armati.

FAQ – Domande frequenti

È ancora possibile visitare la Foresta di Białowieża?

Sì, il Parco Nazionale di Białowieża rimane aperto ai turisti, ma con alcune restrizioni. Il villaggio di Białowieża e le principali attrazioni turistiche come la Riserva Stretta, il Parco del Palazzo e i sentieri marcati sono accessibili. Tuttavia, la zona di confine è soggetta a restrizioni militari. I visitatori devono evitare di avvicinarsi al confine bielorusso e seguire attentamente i sentieri segnalati. È consigliabile munirsi di una mappa dettagliata e informarsi presso la direzione del parco sulle aree accessibili. La presenza militare è significativa e può influenzare l’esperienza turistica.

Quali sono le probabilità di vedere i bisonti europei?

Le possibilità di avvistare bisonti allo stato selvatico dipendono dalla stagione e dall’orario. In inverno, all’alba e al tramonto, le probabilità aumentano, specialmente nelle aree di alimentazione allestite dal parco. La Riserva dei Bisonti lungo il percorso Żebra Żubra ospita esemplari in semi-cattività ed è più facilmente visitabile. Anche la zona di Carska Tropina ha punti di osservazione con torrette panoramiche. È importante ricordare che i bisonti si muovono in branchi e la loro presenza in una determinata area non è garantita. La barriera di confine ha ridotto il loro areale di movimento, concentrandoli maggiormente sul lato polacco.

Qual è l’impatto reale del muro di confine sulla biodiversità?

Gli studi scientifici del 2024-2025 documentano impatti significativi. La barriera di 5,5 metri blocca il movimento di grandi mammiferi (bisonti, alci, cervi), minaccia criticamente la popolazione di linci (10-15 esemplari isolati geneticamente), e altera i corridoi ecologici. L’inquinamento acustico militare penetra 100-250 metri nella foresta, disturbando avifauna e mammiferi. Specie invasive come verga d’oro e balsamina si stanno diffondendo lungo il confine. Il roadkill è aumentato sulle strade forestali utilizzate per la costruzione e la manutenzione della barriera (0,69-2,67 vertebrati/km). Le linci, già con la minor variazione genetica tra le popolazioni eurasiatiche, rischiano l’estinzione locale senza connettività transfrontaliera.

Esistono varchi per il passaggio della fauna selvatica?

La barriera include varchi teoricamente destinati agli attraversamenti della fauna selvatica, ma rimangono chiusi per ragioni di sicurezza. Secondo testimonianze locali riportate da Balkan Insight (dicembre 2024), i residenti di Białowieża scherzano chiedendosi se i bisonti dovrebbero chiedere alle guardie di aprire i cancelli. I varchi non sono operativi e non esiste un protocollo pubblico per la loro apertura. Piccoli predatori come volpi, cani procioni e martore riescono ad attraversare alcune sezioni della barriera, ma grandi mammiferi come bisonti, alci, cervi e linci sono effettivamente bloccati. L’UNESCO ha richiesto misure urgenti di mitigazione nel 2025.

Cos’è il progetto East Shield e come influenzerà la foresta?

East Shield (Tarcza Wschód) è un programma di difesa nazionale polacco lanciato nel maggio 2024 con budget di 10 miliardi di złoty (2,55 miliardi USD) per il periodo 2024-2028. Prevede il rafforzamento di 700 km di confine con Bielorussia e Kaliningrad attraverso fortificazioni, ostacoli naturali, pavimentazione di strade di confine e sistemi di sorveglianza avanzati. L’UNESCO ha espresso “estrema preoccupazione” nel rapporto 2025, notando che il progetto potrebbe esacerbare la frammentazione ecologica esistente. La pavimentazione della strada lungo i 200 km di confine forestale faciliterà il traffico veicolare rapido, aumentando il rischio di roadkill. Il governo polacco ha dichiarato che terrà in considerazione il Valore Universale Eccezionale della proprietà UNESCO, ma non è stata condotta una valutazione di impatto ambientale completa.

Qual è la posizione dell’UNESCO sulla situazione?

Nel rapporto sullo Stato di Conservazione 2025, l’UNESCO esprime “preoccupazione” per la situazione geopolitica in corso che continua a impattare la protezione della proprietà transfrontaliera, ed “estrema preoccupazione” riguardo al progetto East Shield. L’organizzazione raccomanda il ripristino della cooperazione transfrontaliera tra Polonia e Bielorussia almeno a livello tecnico. Sollecita urgenti misure di mitigazione inclusi tombini per il flusso idrico, monitoraggio della popolazione di linci, controllo delle specie invasive e integrazione degli impatti della barriera nel Piano di Gestione Integrato. L’UNESCO riconosce che il ripristino completo della connettività ecologica rimane l’obiettivo finale, ma richiede misure intermedie immediate.

È stato condotto uno studio di impatto ambientale?

No. La costruzione della barriera è stata autorizzata con una legge speciale del novembre 2021 che ha esentato il progetto dalle valutazioni di impatto ambientale richieste dalla Direttiva Habitat dell’UE (92/43/CEE), dalla Direttiva sulla Valutazione Ambientale Strategica (2001/42/CE) e da leggi polacche su acqua, ambiente e protezione dei terreni forestali. Questa esenzione ha suscitato critiche da parte della Commissione Europea, organizzazioni ambientaliste e della comunità scientifica. Nel 2024 è stato commissionato uno studio parziale sull’impatto su mammiferi e specie vegetali invasive dall’Istituto di Protezione Ambientale polacco. L’UNESCO nel 2025 ha richiesto che venga condotta una valutazione di impatto ambientale completa per il progetto East Shield prima di ulteriori decisioni.

Come arrivare a Białowieża da Varsavia?

Da Varsavia, il modo più pratico è l’auto via superstrada S8 fino a Zambrów, poi strada statale 66 passando per Bielsk Podlaski, con arrivo tramite Hajnówka (percorso totale circa 2 ore, 250 km). In treno, collegamenti diretti Varsavia-Hajnówka (circa 2,5 ore), poi autobus o taxi per Białowieża (17 km). Un autobus diretto parte da Varsavia alle 14:50 (eccetto festività). Da Białystok i collegamenti sono più frequenti. Le linee ferroviarie per Białowieża non sono più attive dal 1990. È importante verificare le restrizioni di accesso alle zone di confine e informarsi presso la direzione del parco prima della visita, poiché alcune aree potrebbero essere temporaneamente inaccessibili per ragioni di sicurezza.

Quale futuro per la protezione della foresta?

Il governo di Donald Tusk, insediato nel 2023, ha promesso l’estensione dei parchi nazionali in Polonia, includendo Białowieża tra le priorità. Tuttavia, l’espansione è ostacolata dal diritto di veto delle autorità locali, che temono perdite economiche dallo sfruttamento del legname. Il Parco Nazionale attualmente copre solo il 17% della foresta totale. Attivisti come Łukasz Supergan di Greenpeace Polonia hanno documentato nel 2020 l’importanza di proteggere l’intero territorio. Un piano di gestione integrato rivisto è in fase di consultazione e dovrebbe essere finalizzato entro la fine del 2025. Le tensioni geopolitiche e il progetto East Shield complicano le prospettive di protezione a lungo termine, rendendo cruciale l’azione coordinata tra UNESCO, UE, governo polacco e organizzazioni ambientaliste.

Quali altre minacce affronta la foresta oltre alla militarizzazione?

Oltre alla militarizzazione del confine, la foresta affronta:
Dibattito sui tarli: il governo precedente ha utilizzato la presenza di coleotteri scolitidi come pretesto per il taglio commerciale del legname, contravvenendo al principio di non-intervento che caratterizza la foresta primordiale. Esperti bielorussi e polacchi concordano che i tarli sono parte del ciclo biologico naturale e non richiedono interventi.
Pressione del settore del legno: la Polonia è il terzo mercato europeo dei mobili e sesto mondiale, con grande pressione per lo sfruttamento forestale.
Cambiamenti climatici: riduzione delle precipitazioni, sebbene la foresta dimostri resilienza grazie alla diversità biologica.
Turismo eccessivo: Białowieża fatica a gestire il turismo di massa in alta stagione, causando stress all’ecosistema.
Frammentazione dalle infrastrutture esistenti: strade forestali e aree antropizzate limitano la connettività anche al di fuori della zona di confine.

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