Marzanna: la dea slava dell’inverno e il rito polacco per salutare la primavera


Marzanna (pronuncia italiana approssimativa: majanna) è una delle figure mitologiche più affascinanti della tradizione slava. In Polonia rappresenta la dea pagana dell’inverno, della morte e dell’oscurità, e il suo «congedo» segna ufficialmente l’inizio della primavera. Ogni anno, intorno al 21 marzo — il primo giorno dell’equinozio di primavera — migliaia di bambini e adulti costruiscono un fantoccio di paglia, lo portano in processione e lo bruciano o lo annegano, in un rito che affonda le radici in epoca medievale e che la Chiesa ha più volte tentato, senza riuscirci, di sopprimere.

Le origini di Marzanna: dalla dea slava alla tradizione cristiana

Marzanna è la variante polacca di Morana (o Mara, Marena), una divinità del pantheon slavo il cui nome deriva dalla radice indoeuropea mer, che significa «morire». La figura era venerata nell’intera Europa slava con nomi leggermente diversi a seconda della regione, ma con attributi condivisi: signora dell’inverno, della morte e delle malattie.

Come documenta la Wikipedia polacca, Marzanna non era percepita come entità malvagia in senso assoluto: la morte e l’inverno sono fasi indispensabili del ciclo della natura per permettere la successiva rinascita primaverile.

In origine Marzanna era collegata anche alla fertilità e alla rinascita, venendo venerata soprattutto in prossimità dell’equinozio di primavera. Con la diffusione del Cristianesimo nell’Europa centrale e orientale, la figura assunse connotati sempre più negativi e demoniaci.

La Chiesa tentò di sostituirla con la figura di Giuda: nelle chiese polacche, l’effige di Giuda veniva gettata dal campanile e lasciata penzolare impiccata. Tuttavia la tradizione originale sopravvisse, come documenta lo storico polacco del XV secolo Jan Długosz, che nelle sue cronache cita esplicitamente sia Marzanna sia la sua controparte positiva, Dziewanna, dea della vita e della rinascita.

Un prete polacco del Quattrocento associò inoltre Marzanna alla dea romana Cerere, confermando il legame ambivalente con la fertilità dei campi.

Il rito del Topienie Marzanny: bruciare e annegare l’inverno

In polacco il rito prende il nome di Topienie Marzanny (letteralmente «l’annegamento di Marzanna»). Come documenta il Portal Informacji Kulturalnej Województwa Świętokrzyskiego (PIK Kielce), ente pubblico regionale polacco, il rito era in origine «radicato negli antichi riti pagani di offerta» e si celebrava la quarta domenica di Quaresima; oggi si svolge principalmente il 21 marzo, primo giorno dell’equinozio di primavera, nelle scuole dell’infanzia e primarie di tutta la Polonia, oltre che nelle comunità rurali.

Il fantoccio di Marzanna viene realizzato con paglia avvolta in abiti colorati o in un panno bianco, decorato con nastri e perline. In passato, un gruppo di bambini lo portava di casa in casa e lo immergeva in ogni pozzanghera o ruscello incrociato lungo il cammino. Con il sopraggiungere della sera, la figura passava nelle mani degli adulti, che la portavano fuori dal villaggio per bruciarla e poi annegarla.

Le superstizioni legate al rito Secondo la tradizione, toccare la bambola mentre galleggia in acqua fa seccare la mano. Voltarsi indietro a guardarla porta malattie. Inciampare o cadere durante la processione è presagio di morte entro un anno.

Bruciare o annegare? Le due varianti del rito

Esistono due modalità principali di congedo di Marzanna, diffuse in diverse aree della Polonia:

  • Bruciamento: la variante più comune, soprattutto nelle aree rurali. Il fantoccio viene incendiato in un luogo aperto, spesso sulle rive di un corso d’acqua, prima di essere gettato nelle acque.
  • Annegamento (Topienie): il fantoccio viene portato in processione verso un fiume o un lago e lasciato affondare. L’acqua simboleggia purificazione e rinascita.

Come documenta Bryk.pl, portale educativo polacco che cita il Narodowe Archiwum Cyfrowe (Archivio Digitale Nazionale), la processione con Marzanna attraversava l’intero villaggio e culminava con il fantoccio bruciato e gettato in acqua. La Wikipedia polacca
precisa che il rito era originariamente riservato agli adulti, e solo in seguito — quando l’obrzęd (cerimonia) si trasformò in gioco — vi si unirono i giovani e i bambini.

Al termine della processione, i partecipanti si lavavano tradizionalmente in un corso d’acqua vicino, a simboleggiare la purificazione personale e l’inizio di una nuova stagione.

Come costruire il fantoccio di Marzanna: guida pratica passo dopo passo

Questa guida permette di ricreare il tradizionale fantoccio di Marzanna da usare nelle celebrazioni scolastiche o comunitarie del primo giorno di primavera.

Occorrente:
paglia o fieno (circa 1 kg).
Abiti femminili vecchi (gonna, camicetta).
Nastri colorati e perline.
Spago resistente.
Un bastone di legno lungo circa 1,5 m.
Opzionale: fazzoletto o panno bianco per il viso

  1. Crea il corpo

    Prendi un abbondante fascio di paglia e avvolgilo a formare un cilindro. Legalo strettamente con lo spago in tre punti: testa (un terzo dall’alto), vita (nel mezzo) e orlo inferiore. Il risultato deve assomigliare a una figura umana stilizzata.

  2. Inserisci il bastone

    Infila il bastone di legno al centro del corpo di paglia, lasciando emergere circa 30 cm in cima (fungerà da supporto per la testa) e 20 cm in basso (impugnatura per la processione).

  3. Modella la testa

    Prendi una manciata di paglia e avvolgila a forma sferica attorno all’estremità superiore del bastone. Lega bene con lo spago. Se vuoi, copri la testa con un fazzoletto o un panno bianco per simulare il viso.

  4. Vesti il fantoccio

    Indossa sul corpo di paglia la gonna e la camicetta. Fissa gli indumenti con lo spago in modo che non cadano durante la processione. Aggiungi nastri colorati, perline e altri ornamenti tipici: più è colorata, meglio rappresenta il contrasto tra l’inverno grigio e la primavera che arriva.

  5. La processione

    Porta Marzanna in giro per il quartiere o la scuola, cantando canzoni tradizionali primaverili. La processione culmina in un corso d’acqua (o in uno spazio aperto sicuro per il fuoco, se si sceglie il bruciamento). Importante: in contesto ecologico e scolastico, è buona norma recuperare il fantoccio dall’acqua subito dopo il lancio, per non inquinare.

  6. Il congedo

    Lancia il fantoccio in acqua (oppure bruciaolo in un’area sicura e sorvegliata). Secondo la tradizione, non guardarti indietro mentre Marzanna affonda: è il momento in cui l’inverno se ne va definitivamente e la primavera prende il sopravvento.
    Recupera il fantoccio a fine processione per non inquinare il corso d’acqua.

Marzanna oggi: una tradizione viva

Nonostante i secoli trascorsi, il rito di Marzanna è ancora vivo e partecipato. La
Straż Miejska w Kielcach (Polizia Municipale di Kielce — autorità pubblica polacca) ricorda che il rito si svolge il 21 marzo e gode di «particolare popolarità nelle scuole e negli asili» come elemento di educazione culturale per i bambini.

Oggi le celebrazioni si svolgono principalmente nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari di tutta la Polonia, ma anche in molte comunità rurali che mantengono viva la processione tradizionale.

FAQ – Domande frequenti su Marzanna

Cos’è Marzanna e perché viene bruciata o annegata? Marzanna

è la dea slava dell’inverno, della morte e delle malattie. Il rito di bruciarla o annegarla simboleggia la fine dell’inverno e l’inizio della primavera: eliminare la sua figura significa scacciare il freddo, le sofferenze e i pericoli della stagione invernale, favorendo la rinascita della natura e la fertilità dei campi.

Quando si celebra il rito di Marzanna in Polonia?

Il rito si celebra principalmente il 21 marzo, primo giorno dell’equinozio di primavera, anche se in alcune regioni la data può slittare di qualche giorno. In passato veniva celebrato la quarta domenica di Quaresima. Oggi è soprattutto una festa scolastica, molto attesa dai bambini delle scuole dell’infanzia e primarie.

Cos’è il Topienie Marzanny?

Topienie Marzanny (letteralmente «annegamento di Marzanna») è il nome polacco del rito. Il fantoccio di paglia viene portato in processione verso un fiume o un lago e gettato in acqua. La variante con il bruciamento è più comune nelle aree rurali, mentre nelle città e nelle scuole prevale spesso la versione con l’annegamento.

Marzanna è considerata una figura negativa?

Non nel senso stretto del termine. Marzanna — variante polacca di Morana/Morena — rappresenta una forza naturale necessaria: l’inverno e la morte sono fasi indispensabili del ciclo cosmico per permettere la rinascita portata dalla primavera. La sua figura è temuta ma anche rispettata come parte dell’ordine naturale. Con il Cristianesimo ha assunto connotati più negativi, ma la tradizione popolare ne ha conservato l’ambivalenza originaria.

Quali superstizioni sono legate al rito di Marzanna?

Secondo la tradizione, toccare il fantoccio mentre galleggia in acqua fa seccare la mano. Voltarsi indietro a guardarlo porta malattie. Inciampare o cadere durante la processione è presagio di morte entro un anno. Queste superstizioni riflettono l’antichità del rito e il profondo rispetto — misto a timore — verso i poteri attribuiti alla dea.

La tradizione di Marzanna esiste anche in altri paesi?

Sì. Riti simili di «morte dell’inverno» esistono in diverse culture slave: in Repubblica Ceca si brucia la figura di Morena, in Slovacchia si celebra Morana. La dea è nota anche come Mara, Marena o Mora a seconda della regione. In ogni caso il significato centrale è lo stesso: cacciare simbolicamente l’inverno per favorire l’arrivo della primavera.

Con quali materiali si costruisce il fantoccio di Marzanna?

Il fantoccio viene tradizionalmente realizzato con paglia avvolta in abiti femminili (gonna e camicetta), decorato con nastri colorati e perline. In alcune varianti viene avvolta in un panno bianco. Il bastone di legno al centro ne garantisce la solidità durante la processione.

Chi partecipa al rito di Marzanna?

Tradizionalmente la costruzione del fantoccio era compito delle donne del villaggio. La processione vedeva la partecipazione dell’intera comunità, con un ruolo centrale dei bambini, incaricati di portare la figura di casa in casa. Oggi il rito è principalmente una celebrazione scolastica, ma nelle aree rurali coinvolge ancora intere comunità.

Fonti di riferimento

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